CULTURA E TRADIZIONI: CINETO E L'ARTE
Enrico Coleman nacque a Roma il 25 giugno 1846, dal
pittore inglese Charles Coleman, trasferitosi dall’Inghilterra nel
1835 e da Fortunata Segatori, modella originaria di Subiaco.
Artista
fra i piu’ originali, fu caposcuola della corrente naturalistica della
pittura romana della seconda metà dell’Ottocento. Seguendo il padre
nelle sue frequenti escursioni nei dintorni di Roma, Enrico sviluppa
una profonda sensibilità verso la natura, che diventerà ben presto il
suo tema privilegiato. Infatti si dedicherà soprattutto al paesaggio
ispirandosi alla campagna romana, dipingendone ad olio o all’acquarello
gli aspetti piu’ tipici, essendo anche apprezzato ritrattista di
animali. In questo contesto, l’artista visiterà varie volte
l’antico borgo di Scarpa, e restandone affascinato ne ritrarrà gli scorci
piu’ caratteristici con le proprie scene di vita quotidiana. Sono
così giunti fino a noi gli acquarelli del 1874, 1876 e ’77;
difatti, ad una certo momento della sua carriera artistica, diversamente
dalle sue consuetudini, egli aveva cominciato a datare scrupolosamente le
sue opere.
Sempre negli stessi anni, anche il pittore svizzero August Weckesser (Winterthur
1821- Roma 1899) si ispirò dall’antico borgo di Cineto che
ritrasse in una tela.
Nativa di Cineto Romano era la modella Maria Veronica Latini (1853-1900),
che nel 1853, che conobbe casualmente il pittore
francese Jule Renaudot, giunto a Roma nel 1866 insieme ad Henri Regnault (1843-1871). L’artista
era rimasto affascinato dalla sua bellezza stravagante e selvaggia. Così
Maria Veronica, conosciuto Regnault, posò come modella per la “Salomè”
(1869-70), celebre opera che l’artista aveva da tempo in mente di
realizzare, pur senza averne mai trovata l’ispirazione.
L'artista
Adrien De Witte (Liegi 1850-1936) ritrarrà nella sua carriera numerosi
paesaggi, soprattutto nella sua permanenza in Italia dal 1879 al 1884.
Quando fu nella Valle dell'Aniene, dove visitò anche Anticoli Corrado,
attratto dal fascino selvaggio del paesaggio agreste soggiornò per tre
mesi a Scarpa, di cui dipinse un paesaggio roccioso, dimostrando la sua
abilità nel rendere la luminosità e l’impressione del calore. La tela,
dipinta ad olio e datata 1883, è ora conservata presso il “Musée de
l'Art Wallon” a Liegi (Belgio). .
Si rifece probabilmente all’artista Marcello (Adèle
d'Affry, duchessa Castiglione -Colonna) di cui esiste uno schizzo a grafite,
dal titolo “Testa di una donna”, molto somigliante alla Salomè
di Regnault, dipinto ad olio su tela di canapa. Nel 1870, i due artisti
dovettero lasciare Roma per lo scoppio della guerra dei francesi contro
la Prussia. Mentre Regnault morì in battaglia nel 1871, Renaudot,
tonato a Roma, si unì in matrimonio con la modella di Cineto. Quindi
si trasferirono entrambi a Parigi, dove la Latini fu ritratta piu’
volte nelle opere del marito e vi morì nell’anno 1900. Di
lei esiste una biografia scritta dalla figlia
Gabriella. Il dipinto di Regnault,
considerato uno dei capolavori dell’artista, che era stato venduto
nel 1912 per la somma di mezzo milione di lire, è oggi esposto al
Museo Metropolitano d’Arte di New York, donato nel 1916 da tale Gorge
F. Baker.
Dal 22 al 29 ottobre 1972 Cineto ospitò nella sala del Municipio
un’importante Mostra internazionale del Disegno sul tema “La
pace nel Mondo”. Fecero parte del Comitato d’onore, tra le altre
personalità che aderirono alla manifestazione, il Presidente del
Consglio Giulio Adreotti, l’On. Giorgio La Pira e lo scrittore Igino
Giordani. Tra gli artisti convenuti da 19 nazioni, esposero le loro opere
Renato Guttuso (Dolore di madre), Giulio Turcato (Esplosioni) e Pippì
Starace (Famiglia), Bruno Rosai (Mani invocanti).





