DOCUMENTI STORICI:
CINETO NELL'ANTICA DOCUMENTAZIONE CATASTALE
Il Catasto Piano della Terra di Scarpa (1777)
La prima redazione di un
catasto dello
Stato
Pontificio risale al XVII secolo
regnante il Papa Alessandro VII, il quale promosse il Catasto
Alessandrino, che
non era particellare, ma aveva solo una veduta tridimensionale di
alcune
località dello Stato.
La documentazione catastale piu’ antica riguardantela Terra
di Scarpa è quella del 1763, quando, per evitare maggiori
aggravi di tasse e
dazi camerali, il Consiglio della Comunità, propone la
formazione un nuovo
Catasto, per rettificare le vecchie liste di beni che risultavano
formate
casualmente.
La documentazione catastale piu’ antica riguardante
Questo Catasto fu di
primaria
importanza per la formazione dell’altro posteriore, quando
Pio VI dispose la
redazione del “Catasto Piano”,
in
cui figurano in maniera dettagliata i proprietari dei diversi fondi con
indicazione dettagliata della Contrade (Quarto delle Pantana, Colle di
Mezzo,
ecc..)

Le località, sono riportate con indicazione specifica della destinazione del fondo (seminativo, prativo, oliveto, canapina), nonché del valore misurato in rubbi, coppe e quarti.
Per effetto dell’editto (Motu Proprio) con cui fu bandito, il Catasto della Terra di Scarpa venne eseguito da Lorenzo Severini, delegato Apostolico perla Provincia
del Lazio e formato da due volumi.
Elenco delle
località censite nel Catasto Piano del 1777.
Il Catasto Gregoriano (1816-1835)
Il Catasto Piano-Gregoriano nacque nel 1816, sotto il pontificato di Pio VII, la cui realizzazione venne curata dalla Presidenza Generale del Censo. Ne vennero redatte due copie, una per le Cancellerie del Censo locali, ed una per l'ufficio centrale a Roma.
Il completamento del Catasto ebbe luogo nel 1835, sotto papa Gregorio XVI, e le mappe rimasero in vigore fino al 1870, quando venne introdotto il Cessato Catasto Rustico, che si basava sulle mappe del Piano-Gregoriano.
La cartografia, che costituisce l'immagine più completa disponibile dell'assetto territoriale e urbano delle province pontificie, è rappresentata su base particellare con partizione delle proprietà e si compone di tre serie correlate: le mappe, le mappette a scala ridotta ed i corrispondenti registri dei proprietari detti “Brogliardi”.
Nell’ultima pagina del Brogliando, i fabbricati appartenenti alla Comunità della Scarpa sono contrassegnati con le lettere dell’alfabeto.
Tra gli edifici ora scomparsi figuravano la Chiesa di S. Stefano, nell’omonima Piazza, la Chiesa di Sant’Atanasio (nell’attuale Largo Card. Giustini), il Cimitero scoperto dietro la Chiesa di San Giovanni Battista e l’Ospedale di S. Silvestro in Via della Casella.

Le località, sono riportate con indicazione specifica della destinazione del fondo (seminativo, prativo, oliveto, canapina), nonché del valore misurato in rubbi, coppe e quarti.
Per effetto dell’editto (Motu Proprio) con cui fu bandito, il Catasto della Terra di Scarpa venne eseguito da Lorenzo Severini, delegato Apostolico per
Elenco delle
località censite nel Catasto Piano del 1777.Il Catasto Gregoriano (1816-1835)
Il Catasto Piano-Gregoriano nacque nel 1816, sotto il pontificato di Pio VII, la cui realizzazione venne curata dalla Presidenza Generale del Censo. Ne vennero redatte due copie, una per le Cancellerie del Censo locali, ed una per l'ufficio centrale a Roma.
Il completamento del Catasto ebbe luogo nel 1835, sotto papa Gregorio XVI, e le mappe rimasero in vigore fino al 1870, quando venne introdotto il Cessato Catasto Rustico, che si basava sulle mappe del Piano-Gregoriano.
La cartografia, che costituisce l'immagine più completa disponibile dell'assetto territoriale e urbano delle province pontificie, è rappresentata su base particellare con partizione delle proprietà e si compone di tre serie correlate: le mappe, le mappette a scala ridotta ed i corrispondenti registri dei proprietari detti “Brogliardi”.
Nell’ultima pagina del Brogliando, i fabbricati appartenenti alla Comunità della Scarpa sono contrassegnati con le lettere dell’alfabeto.
Tra gli edifici ora scomparsi figuravano la Chiesa di S. Stefano, nell’omonima Piazza, la Chiesa di Sant’Atanasio (nell’attuale Largo Card. Giustini), il Cimitero scoperto dietro la Chiesa di San Giovanni Battista e l’Ospedale di S. Silvestro in Via della Casella.


