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Domenica 6 Agosto
Sagra delle Sagne di Farro

 

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CULTURA E TRADIZIONI: UN BOLIDE VENUTO DAL CIELO

Il 31 agosto 1872, alle ore 5.15 di una limpida mattina, una grande detonazione svegliò la gente che ancora dormiva e terrorizzò quanti erano già fuori per recarsi al lavoro. Il fenomeno ebbe tale rilevanza, da attirare l’attenzione di alcuni importanti scienziati come Padre Secchi, direttore dell’Osservatorio del Collegio Romano che fornì una prima concisa spiegazione del fatto. Si trattava di un “uranolito” ovvero un meteorite, che entrato nell’atmosfera all’altezza di Capo Circeo, fu frammentato da due esplosioni prima sui Monti Lepini e poi su Zagarolo, da dove la maggiore delle parti cadde su Orvinio. Da quest’ultima vi fu poi una terza violenta esplosione che fu avvertita nei paesi di Vallinfreda, Vivaro, Petescia (Turania), Orvinio e nei paesi vicini della Marsica. Nel paese di Scarpa, un pezzo del bolide cadde in un terreno denominato Piano d’Agostinello, a circa dieci metri di distanza da tale Francesco Latini, che raccolse subito il frammento dopo la sua caduta, ancora rovente. Il fenomeno, che fu davvero sorprendente, terrorizzò molti contadini che si trovavano nelle campagne e qualcuno cadde addirittura rimanendo per alcuni momenti privo di sensi. Secondo le testimonianze dei agricoltori, si vide prima una lucentissima scia a forma di serpente, come se si trattasse di una stella cadente, che diede forma a numerosi punti luminosi accompagnati da forti esplosioni, che moltiplicandosi, diedero luogo ad una vera e propria batteria, durando il tutto per circa cinque minuti. Uno studio piu’ approfondito dell’evento fu compiuto da due professori: l’astronomo Padre Stanislao Ferrari e Michele Stefano De Rossi, ciascuno dei quali pubblicò uno studio, determinandone la traiettoria, la massa, la natura e la composizione. Il frammento caduto il 31 agosto 1872 a Scarpa, finì nel museo dell’Osservatorio del Collegio Romano, ove è tuttora conservato.

 

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