VISITA DEL CARD. FILIPPO GIUSTINI IN TERRASANTA
Il ricevimento ebbe luogo nella Scuola Italiana «Maria Ausiliatrice» di Gerusalemme. Erano accorsi per l'occasione Salesiani ed allievi, da Betlemme, Beitgemal, Cremisan; ed anche la casa di Giaffa vi mandò i suoi rappresentanti. Il teatrino rigurgitava di giovani interni ed esterni; con loro, a far corona all'Eminentissimo, accorsero pure ex-allievi ed una eletta schiera d'invitati. La sala era talmente gremita, che i più piccoli degli alunni dovettero attendere e prender posto, seduti su di una stuoia, ai piedi dell'Eminentissimo.
All'entrata del teatrino era schierato un picchetto di reali Carabinieri, al comando del tenente Faedda per rendere gli onori militari.
Accanto alla bandiera pontificia sventolava superbo il tricolore italiano.
Alle 15,40, accompagnato da S. E. Mons. Barlassina, Vescovo Ausiliare, dal Regio Console d'Italia, cav. Tuozzi, dal R. P. Custode di Terra Santa, da diversi ufficiali italiani, dall'Ispettore delle Case Salesiane d'Oriente D. L. Sutera, dal colonnello Margotta e da altre notabilità, S. Em. comparve nel cortile. I Carabinieri presentarono le armi; invitati e giovanetti, balzando in piedi, scoppiavano commossi in una salve d'applausi, mentre si suonava l'Inno Pontificio, seguito dalla Marcia Reale.
Come S. E. ebbe preso posto sul trono, si diè principio al breve trattenimento.
Il trattenimento fu schietto e cordiale, improntato a quella familiare bonarietà, che caratterizza sempre le unioni fra italiani. L'Em.mo signor Cardinale s'intrattenne affabilmente con tutti gl'invitati.
Salutato da cordialissimi applausi prese la parola il R. Console d'Italia, che pronunziò un brillante discorso, in cui seppe fondere magnificamente il culto della Religione e l'amore della Patria. La chiusa patriottica del discorso fu salutata da un fragoroso applauso.
Seguirono componimenti in prosa e poesia, di superiori e alunni, in italiano, latino e arabo, alternati da brevi canti, da un saggio ginnastico e quadri plastici: il tutto applauditissimo.
Nelle recite si sentì la nota triste della guerra, passata anche sulle Case Salesiane, con furia d'uragano, rovinando persone e cose. Ma qui, a pochi passi del Calvario, di rimpetto al Colle degli Ulivi, anche il ricordo più truce ha qualche cosa di calmo e sereno.
Cantato l'inno finale, l'Eminentissimo benedisse i presenti. Attraversato poi il cortile, dove i carabinieri gli presentarono le armi, scese nel corridoio delle scuole ed ammise al bacio dell'anello superiori e giovanetti interni ed esterni, entusiasmati della festicciuola, riuscita veramente bene.
Verso le 17, S. Em., lieto delle festose accoglienze e con la visione d'un avvenire migliore per la gioventù di Terrasanta, salì sull'automobile messa a sua disposizione dal Comando italiano, accompagnato da Mons. Barlassina e dal Console d'Italia, cav. Tuozzi, fra i battimani dei giovani e delle persone, che gremivano le strade adiacenti.
Per l'Eminentissimo e per tutti i nostri benefattori, avremo un ricordo speciale nelle. nostre preghiere nelle prossime feste del Santo Natale. (Da “Bollettino Salesiano” – Periodico mensile dei Cooperatori di Don Bosco – Anno XLIII – N. 12 - Dicembre 1919).

